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Analisi Psicologiche 2017-11-20T09:31:39+00:00

Analisi Psicologiche

Diversi indicatori fisici e la percezione del paziente del suo stato di salute determinano la qualità di vita. Le persone che classificano la propria salute orale come non soddisfacente sono persone meno felici e presentano autostima più bassa.

Vari strumenti di misurazione, come lo ‘Oral Health Related Quality of Life Measures’ (OHQoL), ideate dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sono stati sviluppati per valutare fino a che punto i diversi problemi oro-dentali influiscono sulla funzione fisica e psicosociale e sulla soddisfazione della propria vita. Lo strumento più utilizzato fino ad oggi è lo Oral Health Impact Profile (OHIP-49).

Oral Health Impact Profile (OHIP-49)

Originalmente sviluppato in Australia e basato sul modello concettuale di salute orale usato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel quadro della International Classification of Impairments, Disabilities and Handicaps. Incorpora solamente le influenze negative sulla salute ed è una scala di tipo Likert 0-4, le cui opzioni di risposta vanno da “mai” a “molto spesso”, e include 49 domande (OHIP-49). Si basa sull’esperienza del paziente, concentrandosi sulla frequenza dell’impatto negativo giornaliero delle condizioni orali sulla vita in generale. Sono tenute in considerazione sette diverse dimensioni: la limitazione funzionale (9 domande), il dolore fisico (9), il malessere psicologico (5), la deficienza fisica (9), incapacità psicologica (6), incapacità sociale (5) e gli svantaggi nella vita (6). Così come nel modello della OMS, gli impatti sono organizzati in forma lineare e passando da una dimensione biologica a una dimensione di comportamento e infine sociale. Usando questa scala si è giunti alla conclusione che l’alitosi è la patologia orale che provoca maggiore impatto negativo.

La coscienza del proprio alito

Tuttavia, la scala OHIP-49 considera l’impatto non specifico dell’insieme di tutti i problemi orali. Al fine di permettere una migliore valutazione dell’impatto specifico dell’alitosi, nel 2007 venne creata una scala a parte per questa patologia: la Scala d’Impatto dell’Alitosi (SIA), da clinici e psicologi dell’Istituto dell’Alito. Questa scala permette inoltre un’identificazione più concreta di quali siano gli effetti sul comportamento risultanti dalla coscienza del soffrire di alitosi (per esempio, usare gomme da masticare o fumare), con l’obiettivo di permettere un’attenzione più personalizzata al paziente, accompagnamento e orientamento. È anch’essa una scala di tipo Likert, che misura la frequenza di un insieme di emozioni negative e comportamenti difensivi. La sua creazione ha come base i diversi malesseri riferiti dai pazienti riguardo all’effetto dell’alitosi sulle loro vite.

Scala d’Impatto dell’Alitosi (SIA) ®

La coscienza che ho del mio alito… Mai Raramente A volte Molte volte Sempre
1 …mi limita nel parlare
2 …mi fa distanziare durante una conversazione
3 …mi limita nel parlare in spazi piccoli o chiusi
4 … mi fa comunicare di più con gesti o segni
5 …  mi fa nascondere la bocca con la mano a livello sociale
6 …limita la mia apertura della bocca quando parlo
7 …limita la mia forma di espirare
8 … provoca reazioni negative negli altri
9 …mi fa usare gomme da masticare o fumare per mascherarlo
10 …interferisce nelle mie relazioni intime
11 …mi fa lavare i denti ≥ 5x/giorno
12 …ostacola la mia vita sociale
13 …mi rende nervoso
14 … riduce la mia voglia di vivere
15 …mi fa pensare al suicidio

Può essere utilizzato durante e dopo un trattamento. Diversi centri specializzati nello studio dell’alito, tra cui si trova lo stesso Istituto dell’Alito, hanno confermato che alcuni pazienti si sentono insicuri e continuano a evitare il contatto sociale, anche dopo aver trattato con successo la propria alitosi. Questi pazienti hanno bisogno di continuare ad appoggiarsi continuamente su prodotti che mascherano l’odore (gomme da masticare etc.) e su altre forme difensive. Per questo motivo, questa scala viene attualmente usata per monitorare se l’evoluzione psicologica va di pari passo a quella biologica.

È importante menzionare che anche pazienti senza vera alitosi (pseudo-alitosi) possono soffrire un impatto severo sulla propria qualità di vita. È la convinzione (anche se erronea) di soffrire di alitosi a scatenare effetti negativi sulla vita di una persona. Secondo i dati raccolti durante la prima visita di centinaia di pazienti che chiedevano di curarsi nei centri associati all’Istituto dell’Alito, i pazienti senza alitosi (casi di pseudo-alitosi e alitofobia) sono quelli che riportano l’impatto più elevato: 25,0 e 19,2 rispettivamente. I pazienti con alitosi genuina ottengono 16,9. Ciò nonostante, in qualsiasi caso, i valori sono piuttosto elevati. Dopo il trattamento, si è riscontrata una diminuzione del valore dell’indice di circa il 40%, verso valori vicini ai 10 punti (dentro lo spettro normale).

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Il Concetto

Accedi e scopri la terminologia scientifica riguardante l’alito cattivo. L’alitosi, senza complessi.

1. Cos’é l’alitosi?
2. Conseguenze psicologiche e sociali
3. L’alito cattivo nel tempo

Cause

Scopriamo le oltre 80 cause che possono provocare alitosi, basandoci sugli studi e le ricerche internazionali più recenti.

1. I composti del cattivo odore
2. Cause dell’alitosi o alito cattivo
2.1 Cause nella bocca
2.2 Cause nell’apparato respiratorio
2.3 Cause nel tubo digerente
2.4 Cause sistemiche, nutrizione e abitudini
2.5 Cause neuropsicologiche

Diagnosi

Identifichiamo i metodi clinici più efficaci per stabilire una diagnosi precisa riguardo l’origine della causa dell’alitosi o alito cattivo, per poi procedere al trattamento più adeguato.

1. Metodi di diagnosi
1.1 Autopercezione
1.2 Prove organolettiche olfattive
1.3 Misurazione dei gas dell’alito
1.4 Analisi di laboratorio
2. Analisi psicologiche
3. Segni e fattori associati