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Cause nella bocca 2017-11-17T11:22:37+00:00

Cause nella bocca.

Le alitosi di origine orale sono quelle che si riscontrano con maggior frequenza dal punto di vista clinico. Generalmente sono associate a fenomeni di necrosi o putrefazione mediate da batteri. Esistono tre tipi di analisi che provano che i batteri presenti nella cavità orale sono agenti produttori di alitosi.

In primo luogo, in vitro, quando si sommano sostrati organici (per esempio, residui alimentari) con batteri orali e questi producono composti dell’alitosi e, dal vivo, la produzione di CSV può essere immediatamente indotta se si somministrano peptidi e amminoacidi ricchi di zolfo nella bocca.

In secondo luogo, l’intensità dell’alitosi generalmente diminuisce quando si eliminano i sostrati organici e i microorganismi, lavandosi i denti e pulendosi la lingua. Per ultimo, l’utilizzo di agenti antimicrobici di uso topico orale (collutori) può in alcuni casi ridurre l’alitosi (quando relazionata con batteri orali), sebbene con un effetto di breve durata.

Batteri e solfati volatili.

Le cause orali sono quasi tutte relazionate con l’azione di batteri su sostrati di materia organica che, frequentemente, causano cattivo odore. Uno dei fattori che vi contribuisce è la presenza di sangue, che in molti casi facilita lo sviluppo della Porphyromonas gingivalis. Tutte le cause della perdita di sangue possono teoricamente causare alitosi, dato che l’azione di alcuni batteri proteolitici sul sangue può generare composti volatili. Il sangue procura prodotti di decomposizione, come i peptidi che contengono zolfo e amminoacidi, possibili fonti di CSV.

La cattiva igiene orale fu una delle prime cause di alitosi identificate in epoca antica. Studi epidemiologici hanno dimostrato che quanto minore l’indice di igiene orale, maggiore è la concentrazione di composti sulfurei volatici (CSV) presenti nell’aria aspirata. Fu anche dimostrato che anche in pazienti senza alitosi, un programma di igiene orale che includa una sessione di profilassi professionale (pulizia da parte di un odontoiatra), motivazione e istruzione a un’igiene orale adeguata, è in grado di ridurre il sanguinamento gengivale e i livelli di CSV orali fino a un 34% in un periodo di quattro settimane. Al contrario di quello che la maggior parte delle persone possa pensare, studi recenti hanno dimostrato che l’utilizzo del filo interdentale e la pulizia regolare della lingua sono più decisivi nel controllo dell’alitosi che l’uso regolare di collutori o della pulizia frequente dei denti.

Cause nella bocca - Istituto dell'Alito

Lingua saburrale.

La lingua saburrale è una delle cause più comuni dell’alitosi, in quanto costituisce il maggior nido di microorganismi della cavità orale. La presenza di materia organica e batteri sul dorso della lingua (o saburra) è significativamente maggiore in pazienti con alitosi. La predisposizione all’accumulazione di batteri e residui provenienti dall’alimentazione cambia in base a vari fattori, tra i quali la morfologia del dorso della lingua (papille linguali più elevate). Anche in persone non malate, senza precedenti di alitosi o malattie periodontali, la lingua è il principale punto di origine per la produzione di composti volatili dello zolfo. Fenomeni di rinorrea posteriore e riflusso gastroesofageo possono anch’essi contribuire alla formazione di questo sostrato sul dorso della lingua.

Malattia parodontale.

L’alitosi è associata anche alla malattia parodontale (insieme di patologie relazionate ai tessuti di supporto dei denti come le gengive, legamento parodontale e l’osso alveolare). I pazienti con parodontite cronica generalmente presentano una maggiore concentrazione di CSV intraorale, insieme ad altri segnali tipici come sanguinamento gengivale, presenza di tartaro, mobilità dentale, presenza di tasche gengivali/parodontali. Altre malattie parodontali, come la perimplantite, la gengivite ulcerativa necrotizzante acuta, la parodontite ulcerativa necrotizzante acuta e il cancrum oris (o noma) possono essere causa di alitosi.

Secrezione salivale.

La secrezione salivale possiede anch’essa una funzione importante. Varie situazioni che interferiscono con la funzione salivale possono indurre alitosi. È il caso del digiuno prolungato (senza attività masticatoria che stimoli la produzione di saliva), ritmo circadiano del sonno, alcune medicine che diminuiscono il flusso salivale, parlare continuamente e l’esercizio fisico. Il PH (più alcalino), la concentrazione di ossigeno (minore) e la composizione salivale (aumento della presenza di cellule epiteliali e residui cellulari) influenzano la produzione di CSV. La spiegazione della comparsa dell’alitosi a partire dai residui salivali si deve alla capacità di certi composti odoriferi (per esempio, indolo, scatolo, putrescina, cadaverina tra gli altri) di volatilizzarsi nei tessuti orali.

In questo caso, lo spessore della pellicola salivare (residui di saliva) sembra essere cruciale. Quanto minore lo spessore, tanto maggiore la volatilità dei composti. Inoltre, una minore quantità di saliva favorisce l’accumulazione di batteri e materia organica nella bocca, poiché ne diminuisce la capacità di auto-pulizia. Anche diverse medicine di comune utilizzo possono diminuire il flusso salivare. Sono comunemente denominate medicinali xerostomici e includono gli antidepressivi, antipsicotici, anti-ipertensivi, inibitori della pompa protonica, tra gli altri.

Altri fuochi di alitosi.

Altri problemi relazionati con l’attività batterica, fuochi infettivi e le relative azioni sui diversi sostrati di materia organica possono generare alitosi. Questi sostrati normalmente sono resti di alimenti, sangue e tessuto dello stesso organismo che scatenano necrosi e putrefazione, con o senza secrezione purulenta. Tra questi casi ci sono pericoronarite, alveolite, ascessi e altri accumuli di pus, afte e altre ulcere orali, residui alimentari interdentali, esposizione della polpa con necrosi, restauri strabordanti, stomatite, ferite chirurgiche, candida, carie estese, piercing alla lingua, ciste dentale (quando drena tramite una fistola nella cavità orale), le miasi, scorbuto, istiocitosi, leucemia (quest’ultime quando si manifestano attraverso ulcere della bocca/emorragie spontanee) e le neoplasie. Le protesi rimovibili troppo porose, specialmente le più vecchie fatte con materiali di minor durezza, possono essere causa di alitosi (lo stesso si può dire relativamente al loro uso notturno).

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Il Concetto

Accedi e scopri la terminologia scientifica riguardante l’alito cattivo. L’alitosi, senza complessi.

1. Cos’é l’alitosi?
2. Conseguenze psicologiche e sociali
3. L’alito cattivo nel tempo

Cause

Scopriamo le oltre 80 cause che possono provocare alitosi, basandoci sugli studi e le ricerche internazionali più recenti.

1. I composti del cattivo odore
2. Cause dell’alitosi o alito cattivo
2.1 Cause nella bocca
2.2 Cause nell’apparato respiratorio
2.3 Cause nel tubo digerente
2.4 Cause sistemiche, nutrizione e abitudini
2.5 Cause neuropsicologiche

Diagnosi

Identifichiamo i metodi clinici più efficaci per stabilire una diagnosi precisa riguardo l’origine della causa dell’alitosi o alito cattivo, per poi procedere al trattamento più adeguato.

1. Metodi di diagnosi
1.1 Autopercezione
1.2 Prove organolettiche olfattive
1.3 Misurazione dei gas dell’alito
1.4 Analisi di laboratorio
2. Analisi psicologiche
3. Segni e fattori associati