Loading...
///Prove organolettiche olfattive
Prove organolettiche olfattive 2017-12-28T12:46:30+00:00

Prove organolettiche olfattive

La misurazione dell’odore della bocca di una persona ricorrendo all’olfatto di “giudici” /esaminatori umani è un metodo abbastanza utilizzato negli studi epidemiologici. I “giudici” devono essere previamente testati (conferma della loro capacità di percepire gli odori), allenati (sapere applicare correttamente una scala) e calibrati (valori simili tra “giudici” diversi).

Le valutazioni devono essere realizzate con un intervallo minimo di 5 minuti tra esami e da più di un giudice. Un’analisi statistica a posteriori deve comprovare la correlazione (per esempio, prova di Spearman) e la concordanza (per esempio, indice Kappa) tra le misurazioni dei diversi “giudici”. È inoltre necessario che gli esaminati vengano istruiti al fine di non bere, mangiare, fumare, lavarsi i denti o utilizzare collutori nelle due ore precedenti l’esame, con l’obiettivo di controllare meglio eventuali fattori di confusione.

I “giudici” dell’alito

Tuttavia, alcuni fattori psicologici e fisiologici possono influenzare le valutazioni organolettiche (digiuno, ciclo mestruale, posizione della testa, grado di attenzione e aspettative etc.). L’atto di annusare è difficile da riprodurre con affidabilità, dato che dipende solamente da una inspirazione corta e rapida.

La misurazione organolettica è un metodo semplice e comune per determinare l’esistenza di alitosi. Ciò nonostante, difficilmente permette una diagnosi eziologica, anche se alcuni “giudici” meglio allenati riescono a notare alcune distinzioni nella qualità degli odori. Una delle tecniche più utilizzate consiste nel collocare un tubo di plastica nella bocca del paziente, con il proposito di prevenire la diluizione dell’aria dell’abitacolo. Mentre il paziente espira lentamente, l’esaminatore valuta l’odore all’altra estremità del tubo. Trattandosi di una situazione piuttosto imbarazzante per entrambi, generalmente viene collocato un pannello opaco tra i due (con un buco per il tubo) in modo da evitare il contatto visivo. L’odore nasale può essere misurato anche collocando un tubo in una delle due narici, mentre l’altra viene ostruita con un dito.

Tanto l’affidabilità come la riproducibilità di questo metodo sono problematiche. La misurazione realizzata da diversi “giudici” è un modo per migliorare l’affidabilità. Per quanto riguarda la concordanza tra i “giudici”, può essere migliorata tramite la standardizzazione del senso dell’olfatto, usando un kit di soluzione di diversi odori (per esempio, T&T Olfactometer). Per una migliore concordanza tra “giudici”, i pazienti devono astenersi dalle pratiche di igiene orale, fumare, ingerire antibiotici e cibo con aglio, cipolla e spezie prima della misurazione. Inoltre, la concordanza tra “giudici” aumenta se gli stessi evitano di bere caffè e tè, fumare e usare cosmetici profumati prima delle prove organolettiche.

Attualmente, dato lo sviluppo delle nuove tecnologie che identificano e misurano i composti presenti nell’alito e il disagio sperimentato da entrambi (paziente e professionista della salute), le prove organolettiche sono sempre più desuete.

Precedente
Seguente

Il Concetto

Accedi e scopri la terminologia scientifica riguardante l’alito cattivo. L’alitosi, senza complessi.

1. Cos’é l’alitosi?
2. Conseguenze psicologiche e sociali
3. L’alito cattivo nel tempo

Cause

Scopriamo le oltre 80 cause che possono provocare alitosi, basandoci sugli studi e le ricerche internazionali più recenti.

1. I composti del cattivo odore
2. Cause dell’alitosi o alito cattivo
2.1 Cause nella bocca
2.2 Cause nell’apparato respiratorio
2.3 Cause nel tubo digerente
2.4 Cause sistemiche, nutrizione e abitudini
2.5 Cause neuropsicologiche

Diagnosi

Identifichiamo i metodi clinici più efficaci per stabilire una diagnosi precisa riguardo l’origine della causa dell’alitosi o alito cattivo, per poi procedere al trattamento più adeguato.

1. Metodi di diagnosi
1.1 Autopercezione
1.2 Prove organolettiche olfattive
1.3 Misurazione dei gas dell’alito
1.4 Analisi di laboratorio
2. Analisi psicologiche
3. Segni e fattori associati