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Chi siamo 2017-12-25T22:02:50+00:00

La nostra storia in breve

Il primo embrione dell’Istituto dell’Alito è stato creato a Chicago, nel 2007, durante il congresso scientifico della International Society for Breath Odor (ISBOR), in cui un gruppo di studiosi di diversi paesi e differenti specializzazioni mediche ha deciso di condividere le proprie ricerche sull’alito umano.

Due mesi dopo, sono iniziate le prime azioni volte alla ricerca e all’assistenza clinica di pazienti in Spagna e Portogallo. Per convogliare la sempre maggiore richiesta in questi due Paesi, nel 2010 è stato creato l’Instituto del Aliento (Istituto dell’Alito).

Pionieri nella cura medica dell’alitosi

Siamo il primo centro specializzato specificamente sull’alito umano. Collaboriamo con professionisti di diverse aree della medicina e della psicologia, con cui condividiamo un obiettivo comune: la cura medica dell’alitosi, considerando le più di 80 cause che la possono provocare.

Il nostro successo si basa sullo sviluppo di un protocollo medico, il protocollo HCP Arthyaga, ampiamente riconosciuto a livello scientifico e, dato ancora più importante per noi, sostenuto dal crescente numero di pazienti soddisfatti.

Il nostro funzionamento passa attraverso una vasta rete di ambulatori specializzati nella diagnosi e nella cura delle alterazioni dell’alito in Italia, Spagna, Regno Unito e in Portogallo. Con i centri collaboratori condividiamo, oltre alla vocazione per la pratica odontoiatrica, l’impegno a raggiungere qualità e innovazione.

Il nostro obiettivo è quello di migliorare la qualità di vita dei nostri pazienti, partecipare ai progressi scientifici e promuovere l’idea che l’alitosi sia una malattia socialmente riconosciuta e compresa come tale.

Cinque campi d’azione

Essendo l’unico centro interamente dedicato all’alitosi, attualmente l’Istituto si concentra sui seguenti campi d’azione:

  1. Sviluppo di protocolli clinici a uso medico.
  2. Formazione di professionisti della salute.
  3. Collaborazione con diversi centri clinici per la cura dei pazienti.
  4. Ricerca e pubblicazioni scientifiche.
  5. Azioni di sensibilizzazione su un tema ancora considerato tabu.