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Attualmente esistono rimedi casalinghi o naturali per combattere l’alitosi? 2017-12-31T15:18:24+00:00

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Le 13 domande più frequenti sull’alito cattivo.

Il Dottore Jonas Nunes, esperto riconosciuto di alitosi e direttore dell’Istituto dell’Alito, risponde alle domande più comuni sul tema dell’alito.

12. Attualmente esistono rimedi casalinghi o naturali per combattere l’alitosi?

Anche se a volte mi capita di prescrivere soluzioni naturali in casi molto particolari (per esempio la prugna giapponese umeboshi come stimolante salivare), personalmente, evito di parlare di questo tema. È successo che, alcune persone, dopo avermi sentito parlare, sono corse a comprare certi prodotti, bibite e pietanze e credevano ingenuamente che risolvessero il problema dell’alito cattivo.

È importante capire che le alitosi devono essere identificate secondo la loro origine e che l’efficacia del trattamento dipende da se l’agente terapeutico usato incide su quest’origine. Gli effetti benefici di alcuni elementi con odore gradevole (prezzemolo, anice, ecc.), o anche alcune capsule che certe marche commercializzano, non fanno sempre effetto su tutte le persone e, quando lo fanno, raramente durano più di un’ora. Questa non è né una cura, né un trattamento.

È vero che alcune pietanze possono migliorare temporaneamente lo stato dell’alito soprattutto attraverso due meccanismi principiali: il loro potenziale effetto antimicrobico o attraverso la cattura/neutralizzazione dei composti di cattivo odore. Sull’effetto antimicrobico, è stato dimostrato, per esempio, che certi tè contengono antimicrobici naturali capaci di eliminare batteri orali (i più studiati sono il tè verde e il ginseng rosso coreano).

Uno studio israeliano che ha reperito alcune sostanze inibitrici di batteri nel caffè (tuttavia, a causa di altre sostanze, l’ingestione di caffè è, nel complesso, negativa sull’alito: per la disidratazione che provoca a livello salivare e la conseguente volatilizzazione di gas di cattivo odore). Ci sono altre pietanze che contengono certe sostanze (in particolare polifenoli, ed enzimi come le polifenolossidasi e le perossidasi) capaci di neutralizzare composti di zolfo.

“Se non si sa quale sia la causa della propria alitosi, in primo luogo bisogna cercare una diagnosi e solo dopo determinare quali agenti terapeutici utilizzare”.

Gli alimenti che in genere contengono queste sostanze sono certi tipi di funghi, il tè verde, certi frutti crudi (mele, prugne, kiwi, cachi, mirtilli), alcune erbe come il prezzemolo e il basilico, e certi vegetali come la lattuga, gli asparagi, le patate dolci e le melanzane. Ci sono molti altri alimenti che vengono riferiti da fonti non mediche a cui però manca un adeguato fondamento scientifico. Ma la cruda realtà è che l’effetto benefico risultante dal consumo di questi prodotti naturali è molto corto (e non sempre funzionano, anche quando agiscono sull’origine del problema). Per esempio, il tè verde può migliorare temporaneamente l’alito, anche se non risolve il problema dell’alitosi. Per molte patologie che scatenano l’alito cattivo semplicemente non esiste un rimedio casalingo o una soluzione terapeutica naturale.

Bisogna fare molta attenzione e non permettere che l’ansia domini la ragione. Per questo è importante divulgare questo principio: se non si sa quale sia la causa della propria alitosi, in primo luogo bisogna cercare una diagnosi e solo dopo programmare un trattamento e determinare quali agenti terapeutici utilizzare (e non iniziare a curarsi ciecamente, basandosi soltanto su testimonianze di altre persone o promesse di prodotti “miracolosi”).

Dobbiamo capire che le persone che soffrono di problemi di alito cattivo hanno già investito molto tempo e denaro alla ricerca di soluzioni e sono stanche di tentativi frustrati o terapie inefficaci. La buona notizia è la scienza ha fatto molti passi avanti e, al giorno d’oggi, qualsiasi persona può avere accesso a un trattamento medico serio con cui eliminare l’alitosi.

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Conosci il tuo alito.

Sapevi che potresti soffrire di alito cattivo senza saperlo? Molte persone soffrono abitualmente di alitosi o alito cattivo, indipendentemente da genere, età e clase sociale. Inoltre, l’alitosi può provocare effetti sull’autostima, arrivando a convertirsi in un fattore di discriminazione ed esclusione sociale.

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