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Come combattere, eliminare, curare l’alitosi o alito cattivo? 2017-12-28T22:49:22+00:00

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Le 13 domande più frequenti sull’alito cattivo.

Il Dottore Jonas Nunes, esperto riconosciuto di alitosi e direttore dell’Istituto dell’Alito, risponde alle domande più comuni sul tema dell’alito.

02. Come combattere, eliminare, curare l’alitosi o alito cattivo?

Riceviamo spesso numerose email di persone che ci chiedono come combattere, eliminare o curare l’alitosi. La nostra risposta è sempre la stessa: “il tasso di successo dell’Istituto dell’Alito è molto elevato proprio perché il trattamento usato è direttamente collegato al tipo di alitosi diagnosticata (quindi all’origine del problema)”. La nostra missione è quella di offrire una speranza alle persone che hanno questo problema; ma facendolo con il massimo rigore scientifico.

Le espressioni “alito cattivo” o “alitosi” hanno uno scarso significato fisiopatologico (si riferiscono soltanto a un’alterazione dell’odore dell’aria espirata). Tuttavia, qual è la malattia che si nasconde dietro quest’alterazione? Anche se dal punto di vista commerciale è molto attraente parlare della “soluzione a tutti i problemi”, sappiamo che in medicina non esiste un farmaco o un procedimento universale che “curi tutte le malattie”. Succede la stessa cosa con l’alitosi (ci sono più di 80 cause che la possono originare nelle diverse parti dell’organismo. Non sarebbe, quindi, piuttosto ingenuo credere che esista una cura generica per tutto?).

Non abbiamo niente contro collutori di marche come Listerine, Colgate o Tetrobreath. Tuttavia, vorremmo informare le persone sulla mancanza di etica commerciale di alcune marche che approfittano della “fragilità” di coloro che, per il grave impatto che l’alitosi provoca sulla propria vita, spendono migliaia di euro per acquisire tutte le “novità” che appaiono sui media o Internet. Alcuni pazienti mi hanno spiegato che, anche se non credevano a una cosa così illogica e senza alcun fondamento scientifico come un disco di acciaio capace di curare tutti i tipi di alitosi, per disperazione, hanno finito per comprarlo. In questo contesto, mi pare urgente una legislazione che stabilisca dei limiti e protegga il consumatore.

“La cosa più ragionevole da fare è fidarsi di un professionista della salute specializzato che verifichi la causa esatta dell’alitosi e che offra una diagnosi.”

Ma, tornando alla domanda, il primo passo è scoprire quale sia la causa dell’alito cattivo (in termini scientifici si dice “ottenere la diagnosi eziologica”). Se la causa non è chiaramente visibile (per esempio non c’è cattiva igiene, né focolai di infezione in bocca ecc.) si consiglia di ricorrere a una visita specialistica. Una volta individuata la causa, si tratterà semplicemente di realizzare il programma di trattamento alla luce della medicina attuale (per esempio, gli inibitori della pompa protonica di solito hanno successo nel trattamento del riflusso gastroesofageo, tuttavia, se la causa è l’iposalivazione grave si sceglie un farmaco parasimpaticomimetico adeguato). Dopo la diagnosi eziologica (per esempio: alitosi da iposalivazione), si stabilisce una diagnosi medica con una terapia corrispondente: sappiamo esattamente di che malattia si tratta e si può preparare la terapia adatta. È una cosa assolutamente rigorosa e abbiamo le prove scientifiche del successo (non promesse fantasiose che approfittano della disperazione di chi è vittima dell’alito cattivo).

Purtroppo, la mancanza di speranza acceca le persone (anche quelle che sono molto intelligenti e razionali). Continuiamo a ricevere pazienti che ci visitano per la prima volta con un’igiene orale irreprensibile e che continuano a usare collutori orali varie volte al giorno. Razionalizzando, anche un bambino capirebbe. È come avere una fonte di cattivo odore in cucina e mettersi a pulire il salotto con la candeggina.

Bisogna dire che anche i collutori per uso orale con antimicrobici contengono certi deodoranti come la menta che fomenta l’illusione di stare agendo sull’origine del problema (perché rilasciando l’odore di menta – più intenso del cattivo odore presente – lo maschera per circa 15 minuti). Tuttavia, dovrebbe essere piuttosto chiaro per tutti che, se poco dopo il cattivo odore ritorna, si può razionalmente concludere che la sua origine non è in bocca. Durante i minuti in cui ha fatto effetto il collutorio non c’è stato un effetto “eliminatorio”, bensì un effetto “ingannevole” del naso (che non è capace di rilevare gli odori allo stesso tempo; e di norma prevale quello più intenso).

In definitiva, la cosa più ragionevole da farsi è fidarsi di un professionista della salute specializzato che verifichi la causa dell’alitosi e dia una diagnosi certa.

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Conosci il tuo alito.

Sapevi che potresti soffrire di alito cattivo senza saperlo? Molte persone soffrono abitualmente di alitosi o alito cattivo, indipendentemente da genere, età e clase sociale. Inoltre, l’alitosi può provocare effetti sull’autostima, arrivando a convertirsi in un fattore di discriminazione ed esclusione sociale.

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