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Esistono strumenti di misura dell’alito cattivo o alitosi? 2017-12-31T14:33:58+00:00

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Le 13 domande più frequenti sull’alito cattivo.

Il Dottore Jonas Nunes, esperto riconosciuto di alitosi e direttore dell’Istituto dell’Alito, risponde alle domande più comuni sul tema dell’alito.

07. Esistono strumenti di misura dell’alito cattivo o alitosi?

Così come alcuni collutori promettono di curare l’alito cattivo, esistono una serie di strumenti di uso personale che assicurano di poter misurare l’alitosi e che non sono efficaci (e si vendono a prezzi molto bassi). Molti di questi strumenti vengono presentati come novità tecnologiche di ultima generazione, anche se si vendono in Giappone e altri Paesi fin dalla fine del secolo scorso (alcuni di loro con il nome Breath Alert).

In primo luogo, è necessario tener conto del fatto che l’alito umano possa contenere più di 3000 composti differenti. Fino a oggi, non ci sono dubbi che soltanto gli strumenti della gascromatografia sono capaci di misurare tutti i composti. Gli altri strumenti (portatili, ecc.), al massimo, riescono a misurare una parte di questi composti, come per esempio, quelli che contengono zolfo (e la stragrande maggioranza di questi non sono molto affidabili).

“Fino a oggi, soltanto gli strumenti della gascromatografia riescono a misurare tutti i composti”.

Una cosa grave che potrebbe succedere, quindi, potrebbe essere quella di avere come risultato un falso negativo quando si usano questi strumenti portatili con troppa fiducia. Un risultato falso negativo si ha quando lo strumento non indica la presenza di alito cattivo, mentre in realtà questo è presente. Perché succede? Perché i composti presenti nell’alito di questa persona potrebbero non contenere gli atomi di zolfo che lo strumento sa misurare (alcuni composti gassosi che non contengono zolfo e che sono tuttavia molto frequenti sono, per esempio, l’indolo, lo scatolo, la putresceina, ecc.).

Gli strumenti portatili di uso personale, se fossero altamente affidabili, sarebbero sicuramente di grande aiuto per sapere da soli, in qualsiasi momento del giorno, se si manifesta alito cattivo oppure no. Però, per sfortuna, sono inesatti. Alcuni pazienti che dicono di averli comprati, confessano che in un intervallo di 60 secondi è possibile che lo strumento indichi presenza di alito cattivo, e subito dopo assenza di alito cattivo. Quindi, al giorno d’oggi, questi strumenti sono degli autentici creatori di confusione che possono influenzare negativamente la sicurezza di chi soffre di alitosi.

Lo strumento che si usa di solito in clinica, l’Halimeter, non è una gascromatografia, ma un monitor con un rilevatore di composti solforati. È un apparecchio creato negli anni Novanta e che è considerato obsoleto se comparato alle nuove opzioni avanguardistiche della gascromatografia che esistono al giorno d’oggi. Inoltre, l’Halimeter non identifica individualmente i composti di zolfo (i CSV), né misura correttamente la loro totalità (diversi studiosi hanno dimostrato che la sensibilità di questo strumento per il composto di zolfo solfuro dimetile, per esempio, è molto bassa).

Di conseguenza, in genere, dico ai nostri pazienti che il modo corretto di verificare la presenza o assenza di alito cattivo è quello di chiedere a un amico o famigliare (il cosiddetto “confidente”). Se si riceve una conferma del fatto di avere l’alito cattivo e si vuole sapere la causa (o se il paziente non si sente sufficientemente sicuro per chiedere o per parlare del suo alito con un confidente), allora bisognerà ricorrere a una visita specializzata che usi lo strumento della gascromatografia in modo da poter identificare e misurare i composti presenti nel suo alito.

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Conosci il tuo alito.

Sapevi che potresti soffrire di alito cattivo senza saperlo? Molte persone soffrono abitualmente di alitosi o alito cattivo, indipendentemente da genere, età e clase sociale. Inoltre, l’alitosi può provocare effetti sull’autostima, arrivando a convertirsi in un fattore di discriminazione ed esclusione sociale.

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