//Alitosi negli adolescentI. Che cosa fare?

Alitosi negli adolescentI. Che cosa fare?

Il 22,1% dei pazienti che hanno visitato i centri dell’Istituto dell’Alito nel 2017 aveva meno di 15 anni (57% bambini e 43% bambine).

La lingua sabburale, la gengivite, le patologie ottorinolaringoiatriche o i problemi gastroenterologici e le intolleranze alimentarie, fra d’altri, sono alcune delle cause piú frequenti dell’alitosi riscontrate nei bambini e negli adolescenti, fra le piú di 80 fisiopatologie che possono causare il mal alito.

Secondo i dati dell’Istituto dell’Alito, centro specializzato nello  studio, diagnosi e terapia dell’alitosi con piú di 9000 pazienti trattati in piú di 90 paesi, il 22,1% dei pazienti che hanno accudito alle visite durante il 2017 aveva meno di 15 anni – di cui il 57% sono bambini ed il 43% bambine- . “ I genitori che ci contattano lo fanno perché sono preoccupati per un cambio dell’alito dei loro figli e che questi non hanno il coraggio di confessare”, conferma il dottor Jonas Nunes, direttore dell’Istituto dell’Alito.

Alitosi negli adolescentI. Che cosa fare?

Il dottor Jonas Nunes ci fornisce cinque consigli per far fronte all’apparizione del mal alito nei giovani:

  1. Corretta igiene dentale e visite periodiche al dentista

    Fino al primo anno di etá é sufficiente pulire i denti con un garza umida. A partire da i due anni si puó iniziare ad usare uno spazzolino, con una testina piccola e setole morbide. In questo momento é fondamentale che i genitori insegnino al bambino a spazzolarsi bene i denti. A questo fine, i genitori devono lavare i denti con delicatezza dopo ogni pasto. La quantitá di dentifricio deve essere minima – l’equivalente a una lenticchia-, visto che non é consigliabile che ingerisca il fluoro presente nel dentifricio. A partire dagli 8 anni, il piccolo dovrá usare il filo interdentale per eliminare efficacemente  la placca batterica che si trova fra i denti. Esistono prodotti, generalmente usati dai dentisti, che rivelano la placca batterica per verificare l’efficacia della tecnica dell’igiene orale svolta dal bambino.

  2. Pulizia regolare della lingua (due volte al giorno) ed uso del colluttorio

    É una causa molto frequente del mal alito e si elimina grazie all’uso di uno strumento specifico (pulitore lingua) che minimizza la senzazione di arcate di vomito che sono provocate in genere dai normali spazzolini. In alcuni casi é indicato anche l’uso di un colluttorio. Questo deve essere di uso specifico per bambini ( senza alcol e senza alcuni tipi di abtimicrobiani come la clorhexidina).

  3. Mangiare quattro volte al giorno

    I digiuni prolungati sono una frequente causa dell’alitosi. Quanto piú prolungato é il digiuno, piú intensa é l’alitosi. Anche l’assenza di masticazione durante un lungo periodo di tempo (con la conseguente riduzione della produzione di saliva) contribuisce all’apparizione del mal alito. Le diete con assenza di verdure crude e frutta  favoriscono l’apparizione della lingua saburrale. Il latte puó provocare mal alito in certi bambini, ci dice il dottor Nunes nel suo libro Prenditi cura del tuo alito – la guida definitiva. ( Istituto dell’Alito Edizioni, 2015)

  4. Mantenere pulito il nostro naso

    Il Dottor Nunes ci avvisa che le cause dell’alitosi possono derivare frequentemente da un’ostruzione nasale e dalla respirazione orale. Doccie nasali regolari effettuate con soluzione fisiologica possono essere di aiuto nei casi di ostruzione nasale.

  5. Se il problema persiste occorre accudire ad un centro specializzato per l’alitosi

    Se, nonostante si siano messi in pratica i consigli dati precedentemente, il probema persiste, é necesario accudire ad un esperto che si avvalga della tecnologia necessaria per le prove diagnostiche (naso elettronico) per determinare l’origine della causa, visto che esistono piú di 80 fisiopatologie che possono provocare il mal alito. Il dottor Nunes raccomanda non realizzare nessuna terapia senza avere la completa sicurezza di sapere qual’é la causa. Ci dice che ha visto diversi casi di bambini ed adolescenti  a cui erano state tolte le tonsille per risolvere il problema (per esempio), senza  peró aver realizzato uno studio dei gas dell’alito, e purtroppo si era poi scoperto che le tonsille non erano la causa dell’alitosi.

By | 2018-08-10T10:46:57+00:00 agosto 10th, 2018|Notizie alito|