//Alitosi e rinite allergica: una coincidenza sempre più primaverile

Alitosi e rinite allergica: una coincidenza sempre più primaverile

Può la rinosinusite favorire la comparsa di alitosi? Studi recenti confermano che si tratta di più di una semplice conseguenza.

Maggio 2017. – Conosciuta anche come “febbre da fieno”, la rinite allergica  si presenta come una delle condizoni croniche più diffuse. La rinosinusite è, inoltre, la sesta causa più frequente di alitosi nella zona mediterranea.

L’arrivo della primavera portà con sè l’arrivo di le tanto temute allergie stagionali. Durante quest’epoca dell’anno aumentano le visite specialistiche di pazienti con patologie allergiche molto fastidiose. Tra queste, la rinite allergica.

Conosciuta anche come febbre da fieno, la rinite allergica è una delle condizioni croniche più diffuse attualmente:  in una percentuale che va dal 10 al 30 %,  la popolazione dei paesi occidentali è affetta da questo tipo di infiammazione della mucosa nasale, più comune tra le persone di età compresa tra i venti e i quarant’anni.

I sintomi più caratteristici sono prurito, starnuti, ostruzione, muco o mancanza di olfatto, tra gli altri. Le persone che ne soffrono presentano occhi irritati, lacrimanti, infiammati, muco e congestione. Negli ultimi anni, ricerche scientifiche hanno indicato le allergie come fattori che predispongono alla rinosinusite cronica. Nel 2014, degli scienziati iraniani hanno dimostrato che il 64% dei loro pazienti con rinosinusite presentavano una serie di manifestazioni, tra le quali l’alitosi rappresentava il quinto sintomo più comune (41%), dopo la secrezione nasale (95%), congestione nasale (94%), disturbi dell’olfatto (63%)  e tosse (45%).

Detto questo, può quindi la rinosinusite favorire la comparsa di alitosi? Studi recenti sembrano confermare che può essere più di una semplice concidenza. Così dimostra una ricerca effettuata da un’equipe di otorinolaringoiatri in Turchia. Lo studio, presentato nell’aprile del 2016, aveva come scopo indagare la presenza di alitosi in pazienti con rinite allergica. Allo studio hanno preso parte 83 persone – 53 di esse con rinite allergica -, il cui alito è stato analizzato tramite un cromatografo di gas, con l’obiettivo di misurare i livelli dei composti volatili di zolfo, responsabili dell’alito cattivo. I risultati di questo studio mostrano che i pazienti con rinite allergica emettevano composti volatili di zolfo in quantità significativamente superiore, confermando che la relazione tra rinite e alitosi è più che una semplice coincidenza.

“La rinosinusite è la sesta causa più frequente di alitosi nella zona mediterranea”

“Attualmente, la rinosinusite è la sesta causa più frequente tra le 80 che provocano alitosi nei pazienti che visitano i centri associati dell’Istituto dell’alito”, afferma il Dottor Jonas Nunes, direttore dell’Istituto dell’Alito e responsabile dell’Unità di Alitosi del Centro Medico Teknon (Barcellona), che aggiunge:” la rinite allergica può predisporre all’alitosi grazie all’azione di diverse specie di batteri che, quando il muco non defluisce, porta alla putrefazione. Ciò produce diversi tipi di composti organici volatili, con la conseguente comparsa di alito cattivo.”

Dello stesso avviso è il Dottor Jordi Coromina, direttore del Dipartimento di Otorinolaringoiatria e codirettore dell’Unità di Alitosi di Teknon, che aggiunge: “esistono alcuni batteri che utilizzano il muco nasale come sostrato proteico, sprigionando cattivo odore, soprattutto in ambienti di anaerobiosi – dove manca l’ossigeno -, e creando un ambiente anche più ottimale per questi batteri”. E conferma: “Frequentemente la rinite allergica provoca ostruzione nasale, che fa sì che il paziente respiri di pù con la bocca, rendendola secca e facilitando che composti presenti nella saliva diventino volatili (con l’evaporazione della saliva) e conferiscano cattivo odore”.

Rinite allergica: che fare

L’approccio alla rinite allergica comprende tre categorie fondamentali:

  1. Misure di controllo ambientale e prevenzione degli allergeni: a causa della sua presenza generalizzata nell’aria esterna, i pollini possono essere difficili da evitare. In questo caso, è consigliabile ridurre il più possibile l’esposizione al polline durante questa stagione dell’anno. Per gli acari della polvere, coprire il materasso e il cuscino con coperture impermeabili aiuta a ridurre l’esposizione, così come cambiare e lavare la bianchieria da letto in acqua calda ogni due settimane. Anche i lavaggi nasali con soluzione salina o fisiologica possono essere molto utili.
  2. Controllo dei farmaci: l’assunzione di medicinali per via orale o tópica – antistaminici, cortisonici e altri – deve essere eseguita sotto controllo medico che li prescriverà in funzione del tipo e della gravità dei sintomi, l’età e la presenza di altre patologie.
  3. Immunoterapia: in questo caso, l’immunoterapia è un processo di lunga durata, poiché i miglioramenti si vedono non prima di 6-12 mesi. Tuttavia, l’immunoterapia non è esente da rischi, dato che in alcune occasioni può provocare reazioni allergiche. Per questo motivo è necessario considerare i rischi e i benefici dell’immunoterapia rispetto ad ad altre opzioni di trattamento.
By | 2017-10-02T10:54:44+00:00 maggio 10th, 2017|Notizie alito|