//Perdere peso senza scatenare l’alito cattivo? Le sette chiavi

Perdere peso senza scatenare l’alito cattivo? Le sette chiavi

Esiste un problema molto importante e frequente associato con l’ingestione di certi alimenti consigliati nelle diete dimagranti: la comparsa di alito cattivo.

24 maggio 2017. “Il 55% delle persone non percepisce di avere l’alito cattivo”, afferma il Dottor Jonas Nunes, direttore dell’Istituto dell’alito, che aggiunge: “Il 16% dei pazienti che abbiamo in cura viene a visitarsi per questo motivo: alito cattivo associato alla dieta”.

Mancano meno di due mesi all’estate e torna la battaglia che ogni anno intraprendiamo quando si affaccia il buon tempo. Perdere i chili di troppo non è facile e maggio è il trampolino di lancio per coloro che decidono di iniziare la temuta operazione bikini ed eliminare gli eccessi dei mesi anteriori.

I nutrizionisti lo sanno: i miracoli dell’ultima ora non esistono. Mangiare meno non è la soluzione, bensì è fondamentale rieducarci a livello nutrizionale. Un’alimentazione inadeguata, frutto dell’ansia da ultimo momento porta con sè rischi evidenti per la nostra salute. “Purtroppo, siamo lontani dal cambiare mentalità” afferma Pablo Zumaquero, Dietista-Nutrizionista e tecnologo alimentare.

Esiste un problema molto importante e frequente associato con l’assunzione di certi aimenti abituali in questo tipo di diete: la comparsa dell’alito cattivo. L’aglio e la cipolla sono, senza dubbio, i casi più paradigmatici di alimenti prescritti da molti nutrizionisti per perdere peso, però vi sono molti altri alimenti presenti in queste diete che possono predisporre all’alitosi: verdure come il carciofo, diversi tipi di cavolo, il cavolfiore o i broccoli sono tra le più comuni.

“Questi alimenti sono molto ricchi di zolfo e possono dar luogo ad alito cattivo”, afferma il Dottor Jonas Nunes, direttore dell’Istituto dell’Alito. Su questa questione Pablo Zumaquero aggiunge: “La cosa più importante è scoprire la causa dell’alitosi e attaccarla, perché queste verdure fanno parte di un’alimentazione sana e non è conveniente eliminarli completamente dalla dieta.”

Alito cattivo, un tema tuttora tabù

La domanda è: è possibile rilevare quest’alito cattivo? Molte persone lo percepiscono da sè, poiché l’ingestione di determinati alimenti provoca sensazioni di cattivo sapore o di bocca secca, un problema che predispone all’alitosi.Tuttavia, esiste una percentuale significativa di persone che non sono coscienti del proprio alito cattivo o che non lo ritengono un problema ma semplicemente un commento offensivo per chi lo pronuncia. “In questa società si tende a colpevolizzare e a stigmatizzare il malato di alitosi, che si deve sorbire ogni sorta di castigo e commento”, conferma Zumaquero. Il Dottor Jonas Nunes continua dicendo: “il 55% dei pazienti non si accorge di avere l’alito cattivo, ma sono i colleghi, il partner o gli amici a notarlo e a non menzionarlo, perché è un tema tabù”. E aggiunge una cifra sorprendente: “Precisamente il 16% dei pazienti che riceviamo viene per questa ragione: alito cattivo associato alla dieta”.

Perdere peso tenendo d’occhio il nostro alito: le chiavi

CHIAVE Nº 1: MANGIARE OGNI QUATTRO ORE

I digiuni prolungati tendono a provocare alitosi. Più prolungato è il digiuno, più intensa sarà l’alitosi. Gli stati di ipoglicemia (bassi livelli di zucchero nel sangue) inducono il corpo a utilizzare vie metaboliche alternative per ripristinare la quantità di zucchero nel sangue (principalmente attraverso la trasformazione delle proteine e dei grassi). Questi processi metabolici generano composti che emanano cattivi odori. Malgrado questa trasformazione sia importante per perdere peso, non vi è alcun beneficio nel provocare una ipoglicemia estrema, portatrice di alito cattivo. Anche l’assenza di masticazione durante un lungo periodo di tempo (con la conseguente riduzione della produzione salivare) è un fattore che contribuisce a questa situazione poiché crea stagnazione e, quindi, putrefazione.

Strategia:

Mangiare cinque volte al giorno (piccole quantità distribuite durante la giornata). Una mangiata di frutta secca è sufficiente per evitare ipoglicemie troppo brusche e stimolare il rinnovarsi della saliva.

CHIAVE Nº2 EVITARE UNA DIETA TROPPO IPERPROTEICA

Le diete ricche in proteine (come le popolari Atkins, Dukan o South Beach) sono le più propense a provocare l’alito cattivo a causa dell’elevato numero di amminoacidi (molecole elementari delle proteine) ingeriti, poiché queste molecole vengono utilizzate dai batteri per la produzione di composti che emanano cattivi odori. Un fatto comprovato in laboratorio: “Aggiungendo due amminoacidi (cisteina e triptofano) a dei campioni di saliva, appare immediatamente cattivo odore”, dichiara il Dottor Nunes.

Strategia:

Evitare diete basate unicamente su alimenti ricchi di proteine (e zolfo) come la carne, il pesce, il peperone, l’aglio, la cipolla, i broccoli, i cavolini di Bruxelles, l’avena, latticini e albume.

CHIAVE Nº3 INGERIRE UN MINIMO DI CARBOIDRATI O SOSTANZE ACIDE

Molti batteri orali presenti nella saliva si cibano di glucosio, che li porta a produrre un PH acido che inibisce la proliferazione dei batteri che causano l’alitosi e che entrano in azione con un PH alcalino. D’altra parte, esistono batteri che si cibano sia di glucosio che di proteine. In assenza del prima, metabolizzano le proteine (che producono cattivo odore e contribuiscono ad alcalinizzare il PH).

Strategia:

Opta per carboidrati a lento assorbimento come quelli delle fragole, prugne, frutti di bosco, verdure, riso integrale. Puoi condirli con alcune gocce di limone. In questo modo eviterai anche un eccesso di calorie.

CHIAVE Nº4 CONSUMARE ALIMENTI SOLIDI RICCHI DI FIBRE

Gli alimenti più ricchi di fibre inducono a una masticazione più vigorosa e aiutano la produzione salivale (al contrario di quelli liquidi). Bisogna tenere presente anche che alcuni alimenti solidi hanno un effetto pulente sulla lingua contribuendo all’eliminazione dei detriti e de batteri produttori di cattivo odore che si accumulano sulla lingua. È importante ricordare che questa costituisce la causa di alitosi più frequente.  Vari studi hanno dimostrato un chiaro aumento dei composti sulfurei volatili (CSV) durante i periodi di digiuno, un valore che scende rapidamente dopo aver ingerito alimenti senza odore cosmetico, come un pezzo di pane.

Strategia:

Opta per verdure in foglia (spinaci, lattuga) così come per le carote, asparagi, pomodori, melanzane e la frutta in generale (soprattutto con la buccia). Pulire la lingua tre volte al giorno con uno scovolino risulta essere un’alternativa abbastanza efficace.

CHIAVE Nº5 IDRATARSI CONTINUAMENTE E STIMOLARE LA SALIVAZIONE

Gli stati di disidratazione, come quelli legati alla ridotta ingestione di liquidi, favoriscono la diminuzione della produzione di saliva, con il conseguente ristagno dei resti alimentari nella bocca. Dall’altro lato, la diminuzione della saliva promuove la volatilizzazione dei composti del cattivo odore dissolti in essa.

Strategia:

Oltre all’acqua (imprescindibile), bevi liquidi con leggero sapore acido (come te freddo al limone senza zucchero). Una buona opzione per stimolare la saliva e migliore delle gomme da masticare sono le pastiglie di prugna umeboshi giapponese, poiché sono quasi insapore e stimolano di più e meglio la saliva.

CHIAVE Nº6 EVITARE BEVANDE ALCOLICHE

Oltre al fatto che non sono certo l’ideale se si vuole perdere peso, le bevande alcoliche predispongono alla comparsa di alito cattivo. L’ossidazione dell’etanolo avviene inizialmente nella bocca per poi passare prevalentemente al fegato (dove può durare varie ore) sprigionando vari composti di cattivo odore, come l’acetaldeide. L’alcol è inoltre un agente disidratante e contribuisce, quindi, alla volatilizzazione dei composti salivari produttori di cattivo odore.

Strategia:

Non è consigliabile consumare bevande alcoliche. Tuttavia, se lo fai, mangia qualcosa di solido appena dopo in modo da stimolare la produzione di saliva.

CHIAVE Nº7 EVITARE CIBI DALL’ODORE INTENSO

Dopo essere stati ingeriti, gli alimenti subiscono varie trasformazioni chimico-fisiche fino ad arrivare a scomporsi in composti più piccoli in grado di essere assorbiti. I nutrienti attraversano le pareti permeabili dell’intestino tenue e attraverso la corrente sanguinea arrivano al fegato, dove ha luogo, oltre ad altri processi, la neutralizzazione di determinati composti di cattivo odore.

I composti odorosi presenti nel sangue sono generalmente espulsi dai polmoni assieme ad altri gas, come il diossido di carbonio. La quantità di cattivo odore liberata dipende dal tipo di alimento, dalla dose, dalla sua preparazione – l’aglio crudo ha un maggior impatto sull’alito rispetto a quello cotto – e da fattori di predisposizione individuale. L’odore dell’alito non è sempre uguale a quello dell’alimento ingerito, in certe persone può manifestarsi un odore sgradevole molto diverso.

Strategia:

Evitare gli alimenti con un odore e gusto intenso come l’aglio, la cipolla, il latte, il formaggio, le uova, condimenti e piccanti, acciughe e insaccati. L’assunzione frequente di caffè predispone le persone alla comparsa di alitosi a causa delle sue proprietà disidratanti per la saliva. Esistono alimenti con la capacità di neutralizzare odori. Quelli che si sono dimostrati scientificamente capaci di captare e neutralizzare i cattivi odori sono i funghi (comuni, champignon o Portobello) e il tè Olong (tè di Taiwan). Un’altra alternativa, che solo crea una barriera temporanea, è l’assunzione di prodotti con odore di menta o salvia.

By | 2017-10-02T10:54:36+00:00 maggio 24th, 2017|Notizie alito|